Riflessioni sul Vangelo di domenica 18 ottobre
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Riflessioni sul Vangelo di domenica 18 ottobre

Domenica 18 ottobre

Gesù non divide millimetricamente il campo di Dio e il campo di Cesare. Come a dire: a Dio dedico la mia fede, la mia preghiera, qualche atto di culto. Punto. A Cesare il resto: il lavoro, gli interessi, gli affetti... E’ ovvio che il mondo di Cesare chiede al mondo di Dio di stare in cielo. Che c’entra Dio con l’economia? Con la politica? Con la cultura? Se crediamo davvero che Gesù è la risposta dell’uomo, che è la rivelazione definitiva e autentica del volto di Dio, non possiamo certo rinchiudere la nostra fede negli angusti spazi del sacro. Il contagio con la vita è inevitabile. Piuttosto il Vangelo può e deve illuminarmi con la sua visione delle cose, darmi un criterio di discernimento nel giudizio su ogni aspetto della vita privata e sociale. Abbiamo bisogno di Vangelo quando riflettiamo sull’economia, mettendo al centro l’uomo e non il profitto. Abbiamo bisogno di Vangelo quando concepiamo una politica come servizio e rispetto dell’altrui opinione. Abbiamo bisogno di Vangelo quando la cultura smarrisce il servizio alla bellezza e alla vita per sfociare nei deserti del nichilismo.

 Mt 22,15-21
«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».  Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».