
Mercoledì 26 agosto
Una cosa non sopporta il Signore: l’ipocrisia. Ben peggio del peccato, ben peggio dell’indifferenza, è l’ipocrisia ad essere un ostacolo all’incontro col vero Dio. Ipocrisia: essere falsi, finti, mascherati. Anche se sono maschere devote, anche se ci rendono belli davanti agli altri. Tutta la nostra vita è un cammino verso l’autenticità, cammino che può anche diventare doloroso ma necessario. Chiediamo al Signore di farci scoprire e riconoscere i nostri limiti, di non limitarci all’esteriorità (anche santa); di non essere giudicanti verso gli altri ma accoglienti e comprensivi, perché siamo tutti peccatori e tutti bisognosi di conversione.
Mt 23,27-32
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».