
Giovedì 30 luglio
le nostre chiese, come le reti del pescatore, pescano ogni genere di pesci. È vero: la gente viene in chiesa per ragioni molto diverse, non sempre esemplari. Ci sono e ci sono sempre stati coloro che vorrebbero fare una selezione, una specie di test d’ingresso che permetta ai discepoli maggiore consapevolezza. Nella sua saggezza, invece, lungo i secoli, la Chiesa ha voluto abitare in mezzo alla gente e fare della parrocchia il volto povero e popolare del Vangelo. Smettiamola di sognare una Chiesa composta da primi della classe perché non è ciò che vuole il Signore Gesù. Noi che abbiamo ricevuto tanto, piuttosto, collaboriamo serenamente all’annuncio.
vangelo secondo Matteo 13, 47 - 53
“Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?”. Gli risposero: “Sì”.
Ed egli disse loro: “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.