Riflessioni sul Vangelo martedì 14 luglio
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Riflessioni sul Vangelo martedì 14 luglio


Martedì 14 luglio

I segni di Cristo sono segni su di me, perché i segni mostrano segnando. Proviamo a dirlo in un altro modo: se quel che vedi non segna la tua vita, rimane illusione, una visione lontana, quasi una favola a cui pian piano si smette di credere. Potrebbe essere una pagina bellissima di storia, magari anche la più bella, ma se non incide il libro della tua storia, forando e trapassando, fino a trasfigurare il racconto stesso, allora volerà via. La bellezza non è fatta per essere ricordata come un pensiero, ma per essere indossata come un abito. Ma allora perché è così difficile? Perché a volte preferiamo un racconto magari un po’ più banale ma tutto nostro, così come amiamo una nostra maglietta sgualcita piuttosto che un vestito datoci da qualcuno. Forse questa è la conversione: tacere la tentazione del “mio” e riconoscere la bellezza del “per me”. Perché magari non tutto è mio, ma tutto è per me.  

+ Vangelo di San Matteo 11, 20 - 24

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidóne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidóne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!. Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodòma sarà trattata meno duramente di te!"».