Riflessioni sul Vangelo sabato 27 giugno
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Riflessioni sul Vangelo sabato 27 giugno

Sabato 27 giugno

Pare ci siano due elementi in gioco: una parola e un’obbedienza. Il miracolo è frutto di un comando, ma troppo spesso ci illudiamo di essere a noi a comandare, addirittura ci comportiamo come se la parola fosse la nostra da rivolgere a Dio, mentre la nostra vocazione sarebbe obbedire. Cerca “obbediente”su internet e trovi una montagna di immagini di cani e qualche bambino: assurdo che per noi obbedire sia cosa per i cani o per i bambini, perché obbedisce chi è obbligato a farlo. Fede, invece, è scegliere di obbedire, perché la parola è la Sua e l’unica risposta accettabile è «sì».  

+ Vangelo di San Matteo 8, 5 - 17

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: "Va’!", ed egli va; e a un altro: "Vieni!", ed egli viene; e al mio servo: "Fa’ questo!", ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito. Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva. Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: "Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie".