
Giovedì, 25 giugno
Ma cosa hanno fatto di male i “molti”, rimproverati in questo Vangelo? Sembrano avere le carte in regola, dal momento che operano sotto la sigla migliore: “nel tuo nome”. Non si tratta di fare semplicemente una cosa buona, ma di fare la cosa giusta. E la cosa giusta richiede un altro. Dunque la domanda del giudizio non sarà semplicemente “che hai fatto?”, ma “per chi l’hai fatto, ovvero con chi ti sei confidato e di chi ti sei fidato per agire così?". Il cristiano non è mai individuo dalle brillanti intuizioni, ma persona dall’ascolto attento, perché il suo essere campione non è altro che il docile prestar carne al comando di un Allenatore sapiente.
+ Vangelo di San Matteo 7,21-29
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.