
Sabato 20 giugno
Forse la natalità è diventata un problema (il problema) nel momento in cui ciascuno di noi ha smesso di essere casa per l’altro. E smetti di essere casa quando parli, cercando che cosa dire; quando compri cercando cosa regalare; quando stringi cercando come avvicinarti. Invece è casa chi sappia tacere, perché preferisce ascoltare; chi sappia rinunciare, perché preferisce donarsi; chi sappia allontanarsi, perché preferisce appartenere. Niente è più immacolato del silenzio, niente è più fecondo dell’attesa, perché la vita nasce e cresce solo dove trova spazio: custodire è fare il passo indietro che ti renda contemplatore del miracolo dell’altro. Forse la natalità è diventata un problema (il problema) nel momento in cui ciascuno di noi ha cominciato a vivere da protagonista di quella che si è rivelata una tragica commedia, che ha rubato il palcoscenico allo spettacolo della vita. E non importa se il mondo sarà povero come Betlemme, prosaico come Nazaret o doloroso come Gerusalemme: la casa che serve è il tuo cuore per la vita che nasce e cresce.
+ Vangelo di San Luca 2, 41 - 51
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.