
Giovedì 14 maggio
Nulla pietrifica la vita, quanto l’assenza di comunione. È la coscienza di una comunione profonda che muove per la prima volta le labbra del bambino per farlo parlare, così come farà con le sue gambe per farlo camminare; è la comunione a svelare il gusto di una conoscenza trasmessa, perché diventi patrimonio e non solo compito; è la comunione a destare il cuore del giovane alla bellezza, perché si senta chiamato a divenirne artista e non semplice fruitore, attraverso il prezioso strumento della passione (amorosa, professionale,...); è la comunione che consuma, illuminandolo, il volto di un genitore che trasforma le rinunce in sacrifici e le incomprensioni in esercizi di muto ascolto; è la comunione che fa celebrare la vita dove il mondo vede la malattia e anche dove il mondo vede la morte. Oggi, nella comunione degli apostoli c’è Mattia, apostolo scelto per caso.
+ Vangelo di San Giovanni 15, 9 - 17
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».