Riflessioni sul Vangelo martedì 12 maggio
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Riflessioni sul Vangelo martedì 12 maggio

Martedì 12 maggio

Amare è arte umile, ha a che fare con la terra. La terra che abiti per ascoltare le parole del maestro, la terra sulla quale ti sporchi le ginocchia per lavare i piedi del fratello, la terra che bagni con le lacrime della compassione per il giusto che soffre. Perché, in fondo, amare è farsi terra, cioè essere traccia affidabile per il calpestio dei piedi: essere strada per l’altro è l’amore più grande, perché solo camminando l’uomo vive. Il problema è la "misura giusta": ami davvero quando sai essere anche la strada che conduce lontano, ami davvero quando sai lasciar partire, fino a perdere colui che ami. Allora sarete davvero uno, come uno è il Cielo che, all’orizzonte, abbraccia la strada e il pellegrino.  

+ Vangelo di San Giovanni [14,27-31a]

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco»