
Martedì 5 maggio
Due atteggiamenti opposti: Gesù cammina, loro provano a fermarLo. Sarà così sino alla fine: Gesù camminerà verso il Calvario, loro Lo inchioderanno; ma Lui spaccherà le pietre per dire che no, non Lo si può fermare. Perché è facile avere un Dio che fissi là, dove puoi tenerLo sotto controllo. Ma Gesù cammina, corre, traccia strade sempre nuove, sempre rinnovatrici. Chi si ferma è perché si accontenta dello spuntino sicuro; chi cammina è perché osa credere nella sazietà, promessa nella fragranza del Pane.
+ Vangelo di San Giovanni [10, 22-30]
Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».