Riflessioni sul Vangelo  lunedì  4 maggio
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Riflessioni sul Vangelo lunedì 4 maggio

unedì 4 maggio

L’amore ha i tratti inafferrabili del dare la vita. Se così non fosse, se anche ti trovassi a dare molto, ti rimarrebbe sempre qualcosa da parte, qualche risparmio sul quale speculare o col quale contrattare. Chi non dà la vita rimane un inguaribile mercenario: affoga nella melma di pretesi diritti e imposti contraccambi. Basta una briciola per rimanere mercenari, mentre per amare serve la vita intera.  

+ Vangelo di San Giovanni [10,11-18]

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».