Riflessioni sul Vangelo domenica 3 maggio
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Riflessioni sul Vangelo domenica 3 maggio

Domenica 3 maggio

Assurda pretesa: «Io sono la Porta!». Ci sta che uno dica di essere un pascolo, magari anche il migliore. Ci sta che uno dica di essere un pastore, magari anche il più buono. In questo caso, saremmo di fronte al migliore pascolo tra tanti prati e ad un buon pastore in mezzo a tanti mediocri. Gesù, però, dice di essere la Porta: passando per Lui arrivi al pascolo, altrimenti trovi solo deserto; dietro a Lui trovi la vita, altrimenti finirai semplicemente per fartela rubare. 
Dicendo «Io sono la Porta»  Gesù dice di essere il criterio di ogni scelta. Tutto ciò che provi, pensi, dici, fai deve passare attraverso di Lui. E Lui non è visione, ma vista; non è sentimento, ma sentire. Il tuo compito? Semplice: essere il portinaio.
Pretesa assurda, ma Dio può pretendere di essere la Porta.
Buon lavoro, portinaio!


+ Vangelo di San Giovanni [10,1-10]
In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».