Riflessioni sul Vangelo domenica 23 febbraio
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Riflessioni sul Vangelo domenica 23 febbraio


Domenica 23 febbraio

«Stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo» [Sal 138,6]. Verrebbe da esclamare così insieme al salmista, contemplando la vertiginosa altezza e la scandalosa pretesa di questa Parola che oggi ci viene affidata, nella forma di una vera [pro]vocazione.
La prima [pro]vocazione potrebbe suonare così: sei disposto a servire la grandezza del desiderio che, nonostante tutto, abita e muove il cuore di ogni uomo? Se hai davvero questo coraggio, allora devi prepararti ad una sfida di Fede, perché a volte questo desiderio è seppellito in mezzo a tanto schifo, del quale ci si è ricoperti. Come liberare la Bellezza? Lasciandosi imbruttire: caricandosi della violenza che ha imbarbarito le mani del fratello, lasciando che svanisca tra i lividi delle nostre guance; ricoprendo la nudità impudica di chi ha perso la dignità, scoprendo la nostra debolezza; sollevando i passi dei vagabondi, “sudando insieme” lo stesso peregrinare.
La seconda [pro]vocazione non è da meno: sei disposto a pregare, tanto da divenire Amore? Perché la preghiera non è altro che la scuola di resa all’Amore. È un lasciarsi rapire dalla Presenza, spezzare dalla Luce, rimpastare dalla Verità, conformare dalla Comunione. La preghiera è un perdersi in Dio, per ritrovare il Suo Volto e lì, nei Suoi occhi, vedere il vero riflesso della nostra figura di figli. Pregare è amare, perché è lasciarsi amare, sino a divenire quello stesso Amore in cui ci si è immersi.
Stupenda, altissima, assolutamente desiderabile questa Parola, che poi altro non è che il nostro nome, pronunciato nelle labbra del Padre.


+ Vangelo di San Matteo [5,38-48]
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.  Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».