Riflessioni sul Vangelo mercoledì 22 gennaio
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Riflessioni sul Vangelo mercoledì 22 gennaio

mercoledì 22 gennaio

Quanto tempo perdiamo per mettere alla prova Dio, quante energie sprechiamo per "incastrarLO", così da avere la scusa per liberarci di LUI! «Allora, facciamo così: se ci sei e sei veramente Dio, allora...» pensiamo pieni di boria; e ancora, mossi da miope impazienza, «Ecco, sapevo che sarebbe andata così!». Eppure basterebbe un istante per provare a fidarci, un briciolo di impegno per tacere e guardare. Costa molto meno fidarsi che trovare le ragioni per non farlo: forse per questo il peccato, alla fin fine, è proprio questione di stupidità. Stupidi noi quando andiamo incontro (a Dio o ad altri) senza guardare: chi indossa una benda arranca a fatica e non va lontano. E pensare che basterebbe aprire gli occhi...  

+ Vangelo di San Marco [3,1-6]
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.