Santuario N.S. Montallegro

Dove sta la felicità?

 

 

INCONTRO DI APRILE 2010

 

Cerchiamola...

Raggiungerla è possibile!

Camminando s'apre il cammino...

 

UNA STORIA DA RACCONTARE

Un uomo ebbe il permesso di visitare il Paradiso e l'Inferno mentre era ancora vivo.

Andò prima all'Inferno, e lì vide una grande folla di persone sedute alunghe tavolate, imbandite di cibo ricco ed abbondante; eppure queste persone piangevano e stavano morendo di fame. L'uomo ne vide la ragione: le posate che stavano usando erano più lunghe delle loro braccia, tanto che erano incapaci di portarsi il cibo alla bocca.

Poi l'uomo andò in Paradiso e lì trovò la stessa situazione. lunghe tavolate imbandite  con cibo di ogni genere. Anche qui la gente aveva le posate più lunghe delle braccia e anche qui non poteva portare il cibo alla bocca, eppure erano tutti felici e ben nutriti.

La spiegazione era semplice: anzichè cercare di nutritre se stessi, si imboccavano reciprocamente.

 

Tutti vogliono essere felici, pochi sanno come riuscirci. Il mondo offre felicità a buon mercato  che , a lungo andare, si rivela effimera, passeggera, vuota.

Tutti noi cerchiamo la felicità, ma dove?

Essa si nasconde nelle piccole cose, nella gratuità del servizio, nel fare felice l'altro... nel preoccuparci della sua felicità.

La felicità allora sta nell'amare.

Amare è far della nostra vita un dono d'amore.

Questa meta ci viene proposta e proclamata come principio assoluto, come se fosse facilmente raggiungibile con un pò di impegno. Eppure nella nostra esperienza quotidiana ci accorgiamo che le occasioni d'amore spesso ci sfuggono, le relazioni si ingarbugliano , le comunicazioni vengono fraintese, gli amori attraversano tempi di aridità e di inerzia.

Forse dovremmo imparare a ... lasciarci amare... Quel lasciarci che suona come passività, come un offrirsi, un trasformarsi o ridursi in oggetto d'amore nelle mani dell'altro.

Spesso non accogliamo noi stessi nello stesso modo in cui siamo disposti ad accogliere gli altri, non siamo disponibili a lasciarci amare con la stessa disponibilità e amorevolezza con cui andiamo incontro alla debolezza e al bisogno altrui.

Lasciamo, dunque, che l'altro veda i segni , le cicatrici, forse le ferite ancora aperte nelle nostre dinamiche d'amore, senza sentirci umiliati o provarne vergogna, senza mascherarle, giustificarle, banalizzarle... Lasciamo che l'altro ci consoli... e piano piano ci accorgeremo che non possiamo fare a meno dell'altro.  

 

VALORE DI UN SORRISO  

 

 Donare un sorriso rende felice il cuore.

Arricchisce chi lo riceve

senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante

ma il suo ricordo rimane a lungo.

Nessuno è così ricco da poterne far a meno

nè così povero da non poterlo donare.

Il sorriso crea gioia in famiglia

dà sostegno nel lavoro

ed è segno tangibile di amicizia.

Un sorriso dona sollievo a chi è stanco

rinnova il coraggio nelle prove

e nella tristezza è medicina.

E se poi incontri  chi non te lo offre

sii generoso e porgigli il tuo.

nessuno ha tanto bisogno di un sorriso

come colui che non sa darlo.

 

 

                                                                        P. Faber   

SANTUARIO N.S. MONTALLEGRO Via al Santuario, 24 16035 Rapallo (GE)
Tel. 0185 239000   info@santuarionsmontallegro.com

© Proprietà letteraria e artistica del Santuario di N.S. di Montallegro.
E' vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo effettuata.