Santuario N.S. Montallegro

2 LUGLIO 2014

 

Omelia di Mons. Giulio Sanguineti,

Vescovo emerito di Brescia

2 luglio 2014 - Santuario Montallegro


 

In avvenire avverrà che il tempio del Signore sarà eretto sulla cima dei monti e sarà più alto dei colli, e ad esso affluiranno tutte le genti (Is 2,2)

Così Isaia all’inizio della prima lettura. Di questo avvenire di Isaia noi quest’anno celebriamo un passato. La Madonna di Montallegro è la Patrona della Comunità Rapallese e del suo Capitaneato dal 1739. Questo è un passato memorabile del quale quest’anno facciamo memoria. Tale patrocinio è riprodotto sullo stemma comunale che riporta, dal 28 novembre 1948, la lettera “M”. Le autorità comunali rapallesi hanno rispettato questo riconoscimento, sono ritornate al Santuario in varie occasioni: salvati dalla peste, il 29 maggio 1657; il 23 maggio 1836 dopo il colera; e anche dopo il bombardamento del 28 luglio 1944.

Possiamo oggi parlare di attualità di questi sentimenti popolari? Certamente, se la figura della Madonna di Montallegro non è dimenticata, se la sua M campeggia ancora sul gonfalone della nostra città. Ma possiamo veramente dire che le opere e le azioni dei nostri avi sono davanti ai nostri occhi così da dettare regole pratiche di azione? Questa “M” la sentiamo attuale o la consideriamo piuttosto lontana ed estranea, come un monumento antico, di cui possiamo ammirare le linee esteriori e la storia in esso evocata, ma che non esercita un positivo influsso sul nostro vivere e convivere di Chiesa Locale e Capitaneato, e soprattutto sul nostro pensare e agire? Duecentosettantacinque anni comprendono condizioni storiche così diverse, diversa cultura, diversi i casi concreti in cui si dispiegò la virtù dei nostri antenati. Tuttavia, il fatto del nostro rinnovato entusiasmo intorno all’anniversario dei 275 anni, fa intendere che la nostra scelta di attingere al passato è un sapiente modo di vivere l’oggi.

Questo anniversario ha assunto un taglio particolare; i destinatari del messaggio mariaqno di Montallegro sono stati i bambini. Per loro sono stati preparati dei sussidi. A ben osservarli ci accorgiamo che gli adulti rapallesi, soprattutto i maestri della fede, hanno voluto dare una traduzione più concreta allo stile dottrinale che normalmente suona alto… Abbiamo sentito una traduzione più vicina alle nostre capacità di apprendimento. Con i nostri bambini siamo stati invitati ad andare in piazza della stazione ferroviaria dove, a sinistra c’è una grande aiuola curata dai Giardinieri del Comune, con al centro una grande M fatta con tante piantine colorate che in questi giorni vengono rinnovate… i bambini sono stati invitati a studiarne il significato. Dal 23 giugno Rapallo si trasforma; si sente una parola un po’ strana per i bambini, NOVENA. Alle due di notte ci sono persone che escono di casa, si uniscono in piccoli gruppi, e si danno appuntamento alla chiesetta di San Bartolomeo per andare a piedi a Montallegro pregando lungo il cammino. L’ultimo giorno poi, tantissimi giovani si danno appuntamento al Castello, e con una fiaccola accesa salgono al Santuario di Montallegro. E’ il momento culminante della novena. Qui abbiamo scoperto l’attualità di avere scelto la Madonna di Montallegro Patrona del Capitaneato; abbiamo scoperto l’attualità del celebrarne l’anniversario: affondando le radici sul passato, ma mettendo gemme e foglie sempre nuove. Abbiamo imparato a pregare. Che non significa macinare Avemarie e consumare tutti i grani del Rosario e poi essere lontani dalla legge del Signore, fare la doppia vita, fare delle scelte di comodo, egoiste. Pregare significa aderire alla Volontà di Dio, mettere in pratica il Vangelo, entrare nella logica del Vangelo, logica di accoglienza, logica del servizio, logica di speranza, logica di amore. Varie logiche che i nostri bambini hanno tradotto così: Cara Mamma di Gesù, Madonna di Montallegro…eE’ un’immensa gioia sapere che anche noi bambini che abbiamo bisogno di essere protetti, rassicurati e tenuti per mano, siamo custoditi teneramente con Te, nel cuore di Dio. Questa è la “sete” di cui parla l’inno “Splende in alto la notte stellata”.

+ Giulio Sanguineti

Vescovo emerito di Brescia

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