Santuario N.S. Montallegro

Beata colei che ha creduto...

 

 

Niente apparizioni per Maria

 

« Se qualcuno vi dirà: “Ecco il Cristo è qui, ecco è là”, non ci credete… è gente perversa e adultera quella che cerca un segno” ( Mc.13,21, Mt. 16,4).

 

“Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, (Gesù) appare prima a Maria Magdala dalla quale aveva cacciato sette demòni). Questa va ad annunziarlo ai suoi discepoli che sono in lutto e in pianto. Ma questi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non ci vogliono credere” (Mc 16,9-10).

“Maria di Màgdala, Giovanna e Maria di Giacomo tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli. Queste parole parvero loro come un vaneggiamento e non credettero ad esse" (Lc 24,9-11).

 

Gesù deve dunque andare a cercarli, uno per uno, per convincerli che è vivo, che non è un fantasma (Lc 24,37-43); e mangia con loro, si sottopone alle loro curiosità con pazienza.

E Maria? La madre?

No, nessuna apparizione per Maria.

Le apparizioni sono per gli increduli, i testardi, gli stupidi e i duri di testa.

Maria non rientra tra questi.

Colei che è stata capace di accettare Gesù ancor prima di capirlo, colei che l'ha seguito fino sotto la croce, che "ha sperato contro ogni speranza" (Rm 4,18)6 non ha bisogno di "prove" per credere che il figlio è più che mai vivo; non ha bisogno di conferme.

Lo sa.

Lo sente.

È a Maria di Magdala la prima apparizione, non a Maria di Nazaret.

L'ultima beatitudine proclamata da Gesù: "Beati quelli che pur non avendo visto crederanno" (Gv 20,29)  fa eco alla prima che compare nei vangeli e che è rivolta a Maria: "Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore" (Lc 1,45). Beatitudine, questa, che ha accompagnato e sorretto Maria in tutta la sua esistenza.

 

Maria è beata per aver creduto alle parole del Signore, parole che comunicano vita; Gesù aveva detto più volte che alla sua fine avrebbe corrisposto una pienezza di vita, che avrebbe superato la morte continuando a vivere (Mt 17,3.22; 20,17-19; Gv 10,14-18; 12,24); Ella gli ha creduto e continua a credergli; non ha bisogno - come invece gli increduli - di mettere le dita nelle piaghe, di toccarlo, di vederlo.

 

Maria, grande nella fede, non ha bisogno di quelle stampelle che i deboli da sempre rivendicano: visioni, apparizioni, messaggi, vedere, toccare ... un circolo vizioso che mai sazio torna sempre a rigenerare insaziabili voglie (cfr. Col 2,18-19).

Deboli, del resto, che mai si fortificheranno perché "stanno sempre lì ad imparare, senza arrivare mai a conoscere la verità" (2 Tm 3,7).

Gesù l'ha detto chiaro. I deboli nella fede non si convincerebbero "neanche se uno risuscitasse dai morti… " (Lc 16,31). Ed egli stesso l'ha sperimentato: nonostante sia apparso agli undici, non ha ancora dissolto le loro ultime perplessità: "ma essi stessi dubitarono ... " (Mt 28,17).

Maria no, non ha bisogno di apparizioni per credere. "Nutrita dalle parole della fede ... non dà ascolto a favole stupide, cose da gentarella ... " (1 Tm 4,6-7).

Non ha bisogno di "un segno per vedere e poter credere" (Gv 6,30).

No.

Lei crede e diventa così segno "per coloro che cercano nella sua fede un sostegno per la propria fede" .

Non più sola, ma unita all'intera comunità dei credenti, nella pienezza della Pentecoste (At 1,14; 2,1.12), Maria ripercorre l'esperienza iniziata con l'annuncio del messaggero divino (Lc 1,26-38): oggi, come allora a Nazaret, la potenza dell'Altissimo non si trasmette ai sacerdoti del Tempio ma comunica vita alla comunità degli eretici: i disprezzati galilei.

Maria con tutti i credenti, "compie la sua opera di annunziatrice della lieta notizia" (2 Tm 4,5) e si rinnova il canto delle meraviglie di Dio.

 

La risposta del mondo al dono di Dio sarà la stessa di allora: calunnia, persecuzione, morte.

" ... altri li deridevano dicendo: sono ubriachi!" (At 2,13). "Stavano ancora parlando al popolo quando sopraggiunsero i sacerdoti, il capitano del tempio ed i sadducei irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo ... li arrestarono e li portarono in prigione" (At 4,1-3).

" ... scoppiò una violenta persecuzione contro la comunità di Gerusalemme e tutti furono dispersi ... " (At 1,1).

" ... e così lapidavano Stefano mentre pregava dicendo: 'Signore Gesù, accogli il mio spirito'. Poi piegò le ginocchia e gridò forte: 'Signore, non imputar loro questo peccato'. Detto questo morì" (At 7,59-60).

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