Santuario N.S. Montallegro

Piccoli fili da niente

 

20 febbraio 2010

TEMA DELL'INCONTRO:

 

PICCOLI FILI DA "NIENTE"

 

La filigrana è una carta speciale.
Se la guardi distrattamente
e in un posto poco illuminato
sembra bianca, vuota, inutile.
Ma se la metti in controluce
compare una figura.


Gesù, ho pensato che noi, come coppia,
siamo come una filigrana.
Se ci guardiamo fuggevolmente,
non appaiono più
i contorni … dei volti: il suo e il mio.

 

IL CHIODO
Un mercante aveva concluso ottimi affari alla fiera: aveva venduto tutta la merce e la sua borsa era gonfia di pezzi d’oro e d’argento. Per prudenza voleva rientrare a casa prima   del
cadere della notte e decise perciò di mettersi sollecitamente in marcia. Assicurò saldamente la sua borsa alla sella del cavallo e poi lo spronò partendo al galoppo.
Verso mezzogiorno fece tappa in una città.   Il palafreniere che aveva accudito il suo cavallo,
tendendogli le redini, gli fece notare un particolare:   «Signore, al cavallo manca un chiodo al
ferro della zampa posteriore sinistra!».
«Lascia perdere - sbottò il mercante - per le sei leghe soltanto che mi restano da fare, il ferro terrà benissimo. Ho fretta».
A metà pomeriggio, il mercante sostò a una locanda e fece dare una razione d’avena alla sua cavalcatura. Il valletto che badava alla stalla venne a dirgli: «Signore, manca un ferro alla zampa posteriore sinistra del vostro cavallo. Se volete, provvedo a ferrarlo».
«Ma no - disse il mercante -, ho molta fretta e la bestia sopporterà bene le due leghe che mi restano da fare».
Risalì in sella e continuò la strada, ma poco dopo il cavallo cominciò a zoppicare.
Non zoppicò a lungo prima di incominciare a vacillare. Non vacillò a lungo prima di cadere    e
spezzarsi una zampa. Così il mercante fu costretto ad abbandonarlo. Si caricò la borsa  sulle
spalle. Fu però sorpreso dalla notte quando la strada si inoltrava in un bosco pericoloso. Due malandrini lo derubarono di tutto e arrivò a casa il mattino dopo, pesto e arrabbiato.
«E tutto per colpa di un maledetto chiodo!», concluse.


Le catene non tengono unito un matrimonio. Sono i fili, centinaia di piccoli fili, a cucire insieme i coniugi nel corso degli anni. Tanti piccoli fili “da niente”.
Ma noi abbiamo sempre fretta e spesso ne spezziamo qualcuno. Finché ci sorprende il disastro.

 

PREGHIERA

Ti prego Signore…
che io sia in grado di non farle mancare
piccoli gesti di tenerezza
che comunicano vicinanza e affetto
con un linguaggio più efficace delle parole.
Fa che troviamo apertamente
un’occasione di colloquio

solo per noi due,
in un posto riposante
per il bene nostro e dei nostri figli…
Un momento a tu per tu,
per rassicurarci della stabilità del legame.
Aiutaci a tessere una rete di sostegno
che ridia ossigeno e fiducia.
Che la comunità ecclesiale
in cui siamo inseriti
sia punto di riferimento
non solo per ricevere,
ma soprattutto per dare
e testimoniare l’amore
che mutuamente
ci nutre.

 

 

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